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COSA HANNO IN COMUNE CICLISMO E BUSINESS?

Cosa hanno in comune Ciclismo e Business? La semplice teoria di Sir Dave Brailsford.


Ci sono delle riunioni dove sai da subito che ne uscirai con delle scorie. Tra queste, le discussioni  sui miglioramenti da raggiungere in un qualsiasi team sono tra le peggiori poichè il risultato è spesso una lista lunghissima di punti che cambiano la loro priorità a velocità smodata in funzione della situazione puntuale.

Che voi siate in azienda, lavoriate da soli o in un team sportivo questo è un ritornello che, purtroppo, è sempre valido.

Così facendo spesso si rinuncia da subito a partire soccombendo alle possibili problematiche o si rinuncia alla prima difficoltà cercando di affrontare un altro punto e lasciando incompiute le prime azioni che si è deciso di implementare.

Chiaramente dimentichiamo sempre che il motivo per cui esistono questi problemi è proprio il fatto che non sono di facile soluzione, altrimenti li avreste già risolti.

Risolvere una situazione complicata richiede infatti

  • ANALISI
  • DECISIONE
  • PIANIFICAZIONE
  • CAPARBIETA’

oltre che una corretta definizione dell’obiettivo (vedi altro mio post L’obiettivo perfetto) per arrivare ad un successo.

Mancando solo uno di questi ingredienti sarà molto probabile che il tutto rimarrà solo una speranza e si sa, sperare non è una strategia.

E’ per questo motivo che quando ho letto la storia di Dave Brailsford ed i risultati che è riuscito ad ottenere sono rimasto a bocca aperta per la semplicità dei concetti in relazione alla portata dei titoli ottenuti.

Ma chi è Dave Brailsford o, meglio, SIR Dave Brailsford?

Se cercate su Internet, oltre a trovare delle foto dove assomiglia vagamente a Maurizio Crozza, troverete storia e palmares di questo signore, ex team manager della squadra di ciclismo della Gran Bretagna che ha vinto otto medaglie d’oro nelle olimpiadi del 2008 e 2012 e 59 campionati del mondo dal 2003 al 2013, oggi è il manager del team SKY con la quale è riuscito a vincere 5 tour de France.

Se portare il ciclismo nella terra dove Calcio e Rugby sono di gran lunga i due destini segnati di chi vuole fare dello sport e dove le condizioni meteorologiche non sono così “magnanime” era di per sé un obiettivo già molto sfidante pensate cosa poteva significare dichiarare di voler arrivare a vincere 5 Tour de France.

Ma, poiché ci sono riusciti, credo sia utile analizzare come ci sono arrivati, la strategia del “marginal gains” ovvero dei “MIGLIORAMENTI MARGINALI” che è solo apparentemente semplice e banale.

Rubando liberamente una citazione di Brailsford:

Il principio è semplice. Se tu cerchi di migliorare, devi migliorare tutti i particolari che stanno attorno a un atleta e a una gara ciclistica. Particolari di tutti i generi, da quelli legati all’allenamento, lo stato mentale del ciclista, i materiali, l’alimentazione, il riposo, la pressione delle gomme o il casco, che sommati possono fare la differenza.

In poche parole: coinvolgi gli atleti, identifica le aree, somma miglioramenti marginali di tutti i dettagli e otterrai performance migliori.

Per raggiungere i risultati però questo semplice concetto deve avere una applicazione maniacale in tutta l’organizzazione della squadra, dalla ricerca e l’innovazione sui materiali, agli allenamenti, all’alimentazione per cercare di migliorare le prestazioni degli atleti cercando in poche parole di metterli nelle condizioni migliori per dare il massimo. 
La leggenda vuole che prima di ogni gara su pista con la nazionale facesse misurare la pressione atmosferica all’interno dei velodromi per calcolare, con l’aiuto della fisica, la giusta pressione con cui gonfiare i tubolari delle biciclette. 

Ma i miglioramenti non si limitano alla parte puramente legata alla gara ed alla bicicletta.

Nello staff ci sono due persone che durante le gare di più giorni hanno l’incarico di spostare i cuscini, le lenzuola e i coprimaterassi scelti dagli atleti nelle rispettive camere d’albergo, assieme a ionizzatore e deumidificatore che vengono installati in ogni stanza, per farli dormire bene dopo le gare e aiutare il recupero.

Assieme a questo c’è una divisione Digital che prima di ogni gara sul gruppo WhatsApp del Team Sky invia due video, montati come un cartone animato, con la mappa del percorso, le pendenze, i km e le indicazioni di cosa bere e mangiare e quando durante la gara di quel giorno e consigli di alimentazione per il dopo-corsa e il recupero delle forze.

Per questo la SKY forse più che una squadra di ciclismo sembra un team di Formula uno visto il livello di dettagli e la cura data per cercare di raggiungere la vittoria.

Cosa ci insegna tutto questo?

Per migliorare non servono necessariamente delle idee innovative. Bastano pochi spunti proposti da tutti i partecipanti del team.

Quello che è importante è decidere cosa si vuole migliorare e settare il proprio obiettivo facendo in modo che tutti quelli che devono partecipare a questo miglioramento siano coinvolti e resi partecipi.

  • ANALISI
  • DECISIONE
  • PIANIFICAZIONE
  • CAPARBIETA’

E, una volta fatto tutto, l’implementazione deve essere feroce e precisa.

Quattro semplici passi per piccoli miglioramenti. Che danno risultati enormi.

(Libro consigliato: N.1 si diventa)

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