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4 DOMANDE DA PORSI PER NON ESSERE SCONFITTI DA AMAZON

4 DOMANDE DA PORSI PER NON ESSERE PIÙ COME AMAZON

In una società di infobesity il posizionamento è fondamentale per non essere sopraffatti dal rumore di fondo. 4 domande da porsi per uscire dal generalismo.


Siamo nell’era dell’obesità dell’informazione, dell’INFOBESITY.

Mai prima d’ora infatti i dati sono stati così accessibili e possono essere circolati così rapidamente portando tutti ad accedere e condividere tutto a parlare di tutto, a vendere tutto e presentarsi a tutti.

Questo argomento, da solo, potrebbe aprire una discussione sui mezzi di comunicazione e sui loro algoritmi che possono favorire o meno alcune persone fino ad arrivare a limitare la possibilità di parlare ad altri. E’ un potere che è tanto enorme quanto fuori il nostro personale controllo che è dato in mano ai principali mezzi di diffusione delle informazioni che oggi sono i SOCIAL (e i politici lo sanno bene e per questo li usano).

Oggi però mi concentrerò su di un’altra conseguenza di questa iper accessibilità.

Non importa se tu voglia promuovere un prodotto, un servizio o, semplicemente, te stesso sviluppando il tuo BRAND PERSONALE, ciò che è chiaro è che NON PUOI PIU’ ESSERE UN GENERALISTA pena rischiare di perderti nella marea del rumore di fondo che pervade questi mezzi di comunicazione.

La tattica di un tempo del “faccio tutto per tutti” o “sono tutto per tutti” è ingestibile sia perché la complessità è aumentata (e quindi far tutto bene è diventato un bel casino) sia perché l’accessibilità a tutti costa tanto ed è appannaggio di pochi colossi che hanno settato uno standard di prestazioni altissimo. Amazon lo ha fatto per le vendite in termini di prezzo e servizio e lo sta per fare per i contenuti media essendo il secondo investitore al mondo dopo Netflix (altro gigante) in questo ambito.

Google lo ha fatto per l’accessibilità alle informazioni settando quello che io ho chiamato “Google level competence” che è il minimo livello di competenza su un determinato argomento che dobbiamo e dovremo avere per non diventare completamente inutili nel nostro mercato in un prossimo futuro.

Per spiegare questo concetto, pensate a chi verrebbe a chiedervi qualcosa che può semplicemente chiedere a Google (avete provato il riconoscimento vocale recentemente? E’ migliorato moltissimo!) in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo?

Quindi, se i Google e gli Amazon del vostro business, perché sono sicuro che anche nel vostro business ci sono dei Google o Amazon, stanno raccogliendo tutta la parte generalista del mercato, cosa possiamo fare?

La prima cosa che mi viene in mente è girarsi verso la parte specialistica e che ha elevate barriere all’ingresso (principalmente di competenza) che, per ora, non è ancora completamente presidiata.

Questo tipo di cambio comporta un passaggio da una copertura orizzontale (so o faccio un po’ di tutto) ad una copertura verticale del business (so o faccio molto di poco).

Ovviamente, come tutti i cambi, si porta dietro diverse complessità poiché richiede una PREPARAZIONE iniziale non solo di competenze ma anche di POSIZIONAMENTO ma soprattutto delle SCELTE.

E si sa che le scelte sono difficilissime.

 

A chi parlo? O meglio… a chi NON parlo?

Cosa NON farò?

Chi NON soddisferò?

Quale fatturato o cliente DECIDO di perdere?

In soldoni, crea le basi della tua strategia che, come disse Reed Hastings:

E’ la lista delle cose che NON farai.

 

Ci sono alcuni passaggi per arrivare a fare queste scelte con abbastanza informazioni per non prendere degli abbagli incredibili. E passano attraverso delle domande.

Quale è la tua arma segreta “antisportiva” (non pensate male, intendo quella che non è facilmente copiabile e che ha un grosso impatto)?

Cosa sei in grado di fare che altri non possono fare? Qual è la tua unicità, la tua competenza il tuo talento? Non occorre che tu sia realmente l’unico ma deve essere qualcosa di “scarso” ovvero qualcosa che non si trova comunemente in giro.

Quale è il problema che risolvi?

Dopo aver identificato cosa sai fare, definisci chiaramente perché qualcuno dovrebbe sceglierti. E non importa che tu stia vendendo qualcosa o la tua competenza o che semplicemente (se semplicemente può dirsi) stai accrescendo il tuo Personal Branding, quello che è importante è che tu sia in grado di sapere quale è il vantaggio che le persone avranno venendo proprio da te.

Come vuoi essere visto e da chi?

A questo punto decidi come vuoi che gli altri ti definiscano prima che lo decidano loro al posto tuo. Questa è la parte un po’ più di “marketing” che spesso dimentichiamo permettendo ad altri di dare una definizione che magari non condividiamo e perdendo l’effetto che dovrebbe avere lo sfruttamento della nostra arma “antisportiva”.

Come verrai ripagato ovvero, come ritieni che il tuo lavoro sarà valorizzato?

Nel momento in cui hai definito queste cose, passiamo all’azione.

Non è detto che l’obiettivo della tua attività sia necessariamente monetizzare, almeno nel breve termine. Nel caso lo fosse, inizia a capire come sarà possibile farti pagare, ovvero quale è il servizio che offrirai che sarà degno di un pagamento. Altrimenti, pensa a cosa vuoi ottenere dal tuo lavoro. Creare un network di persone? Avere un data base di contatti? Creare una comunità di gente con interessi simili?

Non voglio sembrare troppo cinico, ma è necessario iniziare a lavorare su questo ultimo punto per riuscire a darci degli obiettivi intermedi ricordando che, una volta identificata l’idea iniziale, potremo sempre cambiarla. O dovrei dire DOVREMO cambiarla !!!

Non ho mai visto dei piani che funzionano esattamente come erano stati pensati inizialmente.

 

Come disse il buon Mike Tyson:

Tutti hanno un piano fino a che non ricevono un pugno in faccia.

Che in maniera meno colorita significa essere testardi sulla visione, ma flessibili sull’attuazione.

 

Questi quattro passi, svolti scrivendoli in buon’ordine su un foglio e tenendoli aggiornati (abbiamo appena detto che dovremo essere pronti a cambiare rotta nel momento in cui ci accorgeremo di non essere in linea con le nostre pianificazioni), sono la base per iniziare il proprio progetto e processo di miglioramento.

 

Provate, e fatemi sapere.

E ricordate di mettere nei commenti i risultati del vostro esercizio

Buona settimana.

 

Se sei interessato a questo argomento ne avevo parlato anche in un altro articolo: Imparare non è mai stato così…gustoso!

(Libro consigliato: L’arte della vittoria.Phil Knight )

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