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8 CONCETTI FONDAMENTALI PER INIZIARE A CAPIRE LA MOTIVAZIONE

Una panoramica, molto generale, di come gestire la nostra motivazione e quella del nostro team.


Spesso ho parlato della motivazione e degli aspetti che la influenzano, ma sempre riferendomi a cose specifiche e mai ho messo assieme tutti i concetti in un solo post.

Per questo motivo, ho deciso di raggruppare 8 concetti che ci accompagneranno in un viaggio attraverso gli aspetti, le caratteristiche ed i trucchi della motivazione.

In questo POST passeremo in rassegna quale motivazione è quella che prevale, come darsi degli obiettivi furbi, quali sono gli aiuti che possiamo avere dall’esterno e quali sono i freni.

Perché, come sempre, se sappiamo dove sono le trappole sarà più semplice evitarle.

Siete pronti quindi?

 

CONCETTO 1: La motivazione interna vince sempre.

Come esseri umani siamo riusciti a “conquistare il mondo” grazie anche ad una caratteristica che ci contraddistingue dagli altri animali: “La capacità di lavorare per una soddisfazione differita”. Immaginiamo di ricevere in regalo un bulbo di tulipano e piantiamolo. I primi giorni, o le prime settimane, dovremo innaffiare quello che si presenta come un vaso pieno di terriccio. Non particolarmente eccitante!!! Come mai lo facciamo? Solo perché abbiamo in testa la bellezza del fiore che spunterà successivamente e troveremo importante aver contribuito alla sua nascita. Entrambe motivazioni interne.

 

CONCETTO 2: Il nostro obiettivo è diventare i nostri migliori “Me stesso”.

In un recente incontro con Mauro Berruto, uno dei concetti che più mi sono rimasti impressi è stato che “Se nei 100 m il tuo potenziale è di 13 secondi e lo riesci a fare, hai già fatto un gran lavoro. Se, lavorando, lo porti sotto i 13 secondi, hai fatto un lavoro eccezionale”. Nessun riferimento a record del mondo o medaglie. Cosa significa questo? Che dobbiamo pensare a lavorare innanzitutto sul nostro potenziale puntando all’eccellenza RELATIVA (rispetto a noi stessi) non a quella ASSOLUTA.

 

CONCETTO 3: La motivazione cresce riuscendo a fare le cose e divertendosi a farle.

Come possiamo darci degli obiettivi furbi, grazie ai quali si riesca ad avere una spinta costante ad avvicinarci verso il nostro sogno? Che ci crediate o no esiste una formula per capirlo (Questo è il mio post dove approfondisco l’argomento: Equazione della motivazione). Piers Steel infatti ci dice che la motivazione è tanto maggiore quanto è maggiore il divertimento nel fare le cose, quanto è importante arrivare al risultato e quanto siamo fiduciosi di arrivarci. Eventuali distrazioni, o il fatto che si impieghi a terminare più del preventivato, invece la riducono.

Immedesimiamoci, ad esempio, nel giardiniere che deve far crescere il bulbo di tulipano. Inizialmente siamo motivati perché sappiamo come sarà il tulipano alla fine (siamo aiutati dalla foto del fiore nelle confezioni) e perché sappiamo che se innaffieremo uscirà qualcosa che, molto probabilmente, sarà simile al fiore della scatola.

Nel momento in cui il tempo che riteniamo “accettabile” fosse superato, inizierebbe a subentrare la de-motivazione e quindi aumenterebbe il rischio di lasciare perdere.

 

CONCETTO 4: Come fate le cose è differente da quello che siete.

Purtroppo, non tutte le attività che facciamo portano al risultato atteso. A volte capita di fallire e quindi di non riuscire apparentemente a fare un passo avanti. Quello che è importante però è che fallire non è un dramma e non deve essere la scusa per fermarsi ma uno sprone per capire dove migliorare. Ma, soprattutto, mancare un risultato non ti definisce come persona. Se non riesci ad arrivare ad un obiettivo non significa che come persona tu sia sbagliata.

 

CONCETTO 5: E’ normale avere un po’ di paura. L’importante è come la gestisci.

Non credo sia necessario spiegare il concetto di zona di Confort. Certo è che, quando vogliamo fare qualcosa di nuovo e necessitiamo di un po’ di “spinta extra” ovvero quando vogliamo uscire dalla nostra zona di Confort, è ovvio che un po’ di paura ci sia. Le paure dipendono da molte cose, a volte tutt’altro che ovvie. Una delle paure più comuni è quella di essere giudicati e quindi di perdere l’accettazione del gruppo. Se succede anche a voi, guardate il concetto 4.

 

CONCETTO 6: Il gruppo aiuta a migliorarsi e quindi ad aumentare la motivazione.

Ci sono due benefici nel procedere in gruppo. Il primo, banale, è quello che nel momento del calo di motivazione essere in gruppo ti permette di superare la tentazione del “diavolo” che sopra la spalla di dice di fermarti. Il secondo è che vedere altri che riescono ad ottenere dei risultati non solo motiva ma influenza positivamente il tuo risultato. A questo proposito puoi leggere Albert Bandura o, se vuoi essere più sbrigativo, andare al mio post su Rafa Nadal e Albert Bandura.

 

CONCETTO 7: La vostra postura influenza la vostra prestazione.

Che tu ci creda o no, spesso siamo noi stessi a sabotare la nostra prestazione. Piccole cose, che a noi sembrano insignificanti, sono invece delle armi di distruzione di motivazione. Se ricordate il concetto 3, la motivazione è alimentata dal riuscire a fare le cose, capirete il senso di questo concetto. Se mi creo “situazioni limitanti” allora non riesco a fare le cose quindi la motivazione cala. Tutto in una spirale inarrestabile. Iniziamo quindi a tenere una postura potenziante sfruttando le scoperte della fisiologia. Di nuovo, se volete approfondire, potete andare a questo post https://www.alessandropolce.it/miglioramento-personale/la-fisiologia-di-cristiano-e-lionel-qualche-spunto-dai-mondiali-di-calcio/

 

CONCETTO 8: Tenete l’attenzione su ciò che potete controllare

Guardiamoci bene negli occhi. Quante volte abbiamo dato la colpa di un nostro fallimento ad altri o alle situazioni esterne? Credo che sia umano e, per quanto si provi ad esserne immuni, alla fine ci cadiamo tutti. Ma ancora una volta, considerare il raggiungimento del nostro obiettivo come legato a fattori esterni fa ridurre la nostra fiducia nel raggiungerlo ed è terreno fertile per la creazione degli alibi. E, come abbiamo visto nel concetto 3, minore è la nostra fiducia nel raggiungere l’obiettivo, minore sarà la motivazione per lottare. E’ una questione di sopravvivenza e di cervello rettile. Se decido di usare delle calorie per fare qualcosa è perché ho una buona possibilità di ottenerla. Altrimenti meglio tenerle nel cassetto… potrebbero servirci nel futuro.

 

Ecco quindi una panoramica, molto generale, di come gestire la nostra motivazione e quella del nostro team. Sicuramente ci possono essere altri concetti e le idee che vi ho esposto possono, anzi, devono essere ulteriormente approfondite. Credo però che possa essere un ottimo inizio. Buona giornata!!!

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