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CONSIGLI DA ROGER FEDERER, RAFA NADAL E ALBERT BANDURA. IL TENNIS E L’AUTOEFFICACIA.

Da una partita di tennis un’occasione unica per vedere come si applicano alcune delle teorie sull’autoefficacia sviluppate da Albert Bandura.


Sebbene la Laver cup sia partita solo dal 2017, il concetto di questa sfida è molto antico. Europa contro resto del mondo, come nel golf la Ryder cup. Ma è anche una partita tra i capitani, Bjorn Borg contro John McEnroe, come ai vecchi tempi e come puoi leggere in questo mio POST ( 3 trucchi che possiamo rubare a Bjorn Borg ).

E’ comunque un’espressione strana del tennis poiché si può giocare realmente di squadra. Non solo perché vince il Team ma anche perché i giocatori possono dare dei consigli e supportarsi a vicenda in campo e quindi puoi vedere Rafa Nadal consigliare a Roger Federer (per i non appassionati, due tra i giocatori più forti degli ultimi 10 anni) di tenere lo scambio sotto i 5 colpi poiché, vedendo le statistiche, ha un’alta probabilità di vincerli. Impossibile nel tennis normale, dove il giocatore è lasciato solo e nessuno, nemmeno il suo allenatore, può parlargli durante la partita.

Questa settimana un video della Laver cup 2019 è diventato virale.

Fabio Fognini, primo italiano ad essere convocato, sta giocando contro Jack Sock. Ha perso male il primo set, 6-1, ed al secondo è sopra 5-4.

Al cambio campo, Fognini viene avvicinato da Roger Federer e da Rafa Nadal per riportarlo centrato sulla partita. E’ un giocatore che più volte si è perso a causa del proprio modo di porsi che ha danneggiato le prestazioni e i due capitani lo sanno bene.

 

Roger Federer riassume in pochi secondi quello che c’è da fare.

  • Accetta il fatto che l’avversario possa fare un bel colpo
  • Abbi un atteggiamento positivo e focalizzati sulle cose che fai bene
  • Non pensare che succederà qualcosa di negativo

 

Da un punto di vista “teorico” (e, non so perché, credo che il buon Roger conosca bene la teoria) hanno lavorato sull’autoefficacia ovvero sulla fiducia che ogni persona ha sulle proprie capacità di ottenere gli effetti voluti con la propria azione.

Vediamo, nello specifico, su cosa si sono soffermati grazie al re dell’autoefficacia: Albert Bandura. Nei suoi libri, descrive il senso di autoefficacia come “le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”.

Ad esempio, se l’autoefficacia è bassa la persona ritiene che le proprie azioni raramente ottengano i risultati desiderati. Come conseguenza, sarà portata a scegliere obiettivi più limitati e a impegnarsi di meno per raggiungerli e, a parità di complessità del compito, proverà maggiore stress. E questo è valido in ogni ambito: dallo sport, al lavoro ai compiti a casa.

Importante però è distinguere l’autoefficacia dall’autostima.

L’autostima è legata a giudizi di valore personale (legati alla sfera dell’Essere), mentre l’autoefficacia riguarda la capacità personale (legata alla sfera del Fare). Ciò che fai, o che riesci a fare, non è ciò che sei.

Se non riesco (ANCORA) a fare qualcosa non significa che la considerazione di me stesso debba crollare. Anzi, nel caso di una persona con un mindset corretto, devo prendere questa occasione come uno sprone che iniziare a trovare un modo per riuscire ad arrivare a fare ciò che ho in testa.

Ci sono, secondo me, tre processi mentali specifici che spiegano la relazione tra autoefficacia e risultati nelle performance in una determinata situazione.

Vediamo quali sono e come si collegano ai tre consigli dati da Federer e Nadal.

 

Analisi dell’esperienza recente: cosa mi è successo finora e quali sono stati i risultati che ho ottenuto? Quanto e cosa riesco a controllare?

Questo processo si riflette nel primo punto “Accetta il fatto che l’avversario possa fare un bel colpo” per fortuna o bravura. E’ successo. Accettalo. Ricomincia. Senza pensare che un punto perso sia quello che ti fa cambiare l’idea che riuscirai a vincere.

Analisi delle richieste: cosa è necessario per affrontare una situazione o svolgere un compito o un’attività?

In questo caso, Federer punta il dito sulla fisiologia (a tale proposito leggi anche il mio articolo: I 4 pilastri della leadership) e sul fatto che il focus sul processo (“Abbi un atteggiamento positivo e focalizzati sulle cose che fai bene”) è normalmente la via per ottenere i risultati migliori.

-Valutazione delle risorse e dei vincoli personali e situazionali: quali sono i fattori personali (es. percezione di abilità e competenze) e situazionali (es. sfide specifiche della situazione) in gioco nell’affrontare una situazione o un’attività?

Il tuo comportamento è funzione di come tu vedi la situazione e può cambiare a seconda del momento in cui la stai vivendo semplicemente perché il film che ti fai in testa è differente. “Non pensare che succederà qualcosa di negativo”, non essere un preveggente poiché saboterà la tua prestazione e ti farà sottovalutare o, peggio, dimenticare le risorse che hai per vincere.

 

Per concludere, una curiosità che spiega perché è corretto parlare con le persone dicendo loro cosa sanno e possono fare. Secondo Bandura è il livello di autoefficacia che determina il comportamento e non viceversa. Cosa vuol dire? Ecco un esperimento che ce lo spiega.

Gli autori di uno studio hanno incrementato le convinzioni di efficacia di un gruppo di persone dicendo loro che avevano ottenuto buoni risultati in una gara di forza muscolare. Hanno invece ridotto le convinzioni di efficacia di un altro gruppo di persone dicendo che i loro risultati erano stati pessimi. Poi, entrambi i gruppi sono stati testati in prove competitive basate su un compito motorio che misurava la resistenza fisica. Quanto maggiore era la convinzione illusoria di forza fisica, tanto più i soggetti hanno dimostrato resistenza fisica durante la competizione. Ottimo spunto per la gestione di un team.

Ah, dimenticavo… alla fine Fognini ha perso.

Una conferma che, sebbene sia fondamentale, un training mentale non è la formula magica.

Se non avete ancora visto il video potete trovarlo qui di seguito:

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