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COSA CI CONSIGLIEREBBE RAFA NADAL SE FOSSE UN NOSTRO COLLEGA

 

Ecco quali sono i benefici legati ad avere una routine personale…


La palla è appena uscita e mi preparo ad un nuovo punto. Ricevo le palline dal raccattapalle di fondo campo. Ne scelgo una ed inizio…

Mi sistemo i pantaloncini. Faccio rimbalzare la pallina a terra. Sistemo la manica sinistra. Sistemo la macchina destra. Tocco naso e orecchio sinistro, naso ed orecchia destra.

Posso battere.

Questa è la routine di Rafa Nadal prima di iniziare il suo punto e per capirne l’ossessione vi invito a guardare questo video:

 

Lui è forse l’esempio più eclatante dell’uso di queste routine. Ne ha all’ingresso del campo, nel modo in cui sistema le bottiglie d’acqua ed altre che probabilmente non sappiamo solo perché non sono visibili.

Ma le routine sono presenti in ogni sport e sono fatte da moltissimi atleti. Parlo di routine e non di scaramanzie.

Queste ultime infatti danno ad un oggetto “la responsabilità” o, peggio, “il merito” di farti raggiungere l’obiettivo.

La routine invece deve essere:

  • Consapevolmente creata in modo da essere sempre ripetibile.
  • Organizzata in modo da non essere troppo complessa nei momenti critici (quando molto spesso serve).
  • Completamente sotto la responsabilità dell’atleta.

Una routine si basa su pensieri, immagini,suoni,azioni o parole. Siamo quindi liberi di creare la nostra serie e, comunque, quella che più ci piace.

Ma quali sono quindi i benefici che sono legati ad avere una routine personale?

Questi sono i tre che ritengo più importanti:

Riporta a situazioni conosciute

Gli atleti professionisti competono in tutto il mondo. Questo non solo implica scenari differenti (stadi diversi, palestre diverse, ambienti diversi) ma anche spettatori e platee differenti. Questo può fare togliere il focus da quello che si è provato in allenamento perdendo la concentrazione su ciò che realmente conta. Se vogliamo quindi seguire il detto

Allenati come se gareggiassi, Gareggia come se ti allenassi.

abbiamo bisogno di tenere l’attenzione ancorata a situazioni che conosciamo e che ci hanno seguito per mesi se non anni.

 

Toglie da momenti di tensione

Una delle cose peggiori che può fare un atleta è cominciare a pensare. Quante volte abbiamo sentito attaccanti di squadre di calcio dire di aver sbagliato dei goal perché “hanno pensato troppo”. Il fatto è che gli automatismi, le abitudini, sono vincenti nelle prestazioni sportive poiché sono più rapidi e conosciuti. Quindi, se si comincia a pensare, si rallenta il ritmo e si entra in situazioni non automatiche. In quei momenti quindi, usare in gara la stessa routine dell’allenamento ci ricorda di averla praticata centinaia di volte e ridà un senso di tranquillità e fiducia che, notoriamente, sono legati alla capacità di controllo ed al sentirsi in una situazione conosciuta.

 

Chiude i cicli

Per cicli aperti dobbiamo intendere tutti quei processi mentali che richiedono un investimento energetico affinché siano sviluppati e portati a termine.
Può essere considerato un “ciclo aperto” il pensiero di andare a ritirare un vestito in lavanderia, come quello di affrontare un esame, il punto perso lo scambio precedente o l’errore in battuta. E’ chiaro quindi che, se ci sono dei cicli aperti, si rischierà di avere la mente che comincerà a vagare verso altre idee. La routine serve per resettare i pensieri e riportare l’attenzione su un evento conosciuto, chiaro ed univocamente legato ad un evento.

 

Questi tre benefici sono quelli che rendono utile la routine negli sport. Ma solo nello sport?

In realtà, se ci pensiamo bene, spesso siamo nelle stesse condizioni di uno sportivo anche al lavoro.

Situazioni di tensioni con colleghi, problemi che non ci lasciano durante tutto il giorno anche quando stiamo facendo altro, tentativi di lavoro in “multitasking” che ormai è conclamato essere il modo peggiore di gestire le attività, queste sono tutti dei casi in cui probabilmente una routine, un ancoraggio per resettare la situazione, può dare grossi benefici. Una specie di “CTRL+ALT+CANC” umano.

Per questo vi invito a provare ad iniziare la giornata lavorativa con una routine che vi servirà sia ad entrare in modalità lavoro ma anche ad attivare le prime azioni della giornata. Non ne servirà una alla Rafa Nadal (anche perché vi prenderebbero per pazzi) ma poche cose e ripetitive così da poterle riutilizzare anche quando, durante la giornata, ne avrete bisogno.

Ci sono molti metodi differenti, alcuni dei quali sono facilmente rintracciabile in Internet, ma che hanno tutti uno stesso obiettivo.

Fare in modo che le cose non si accavallino, chiudere gli argomenti aperti e togliere l’attenzione da eventi stressori. Quest’ultimo aspetto infatti è molto importante anche considerando di poter sviluppare una routine di fine lavoro grazie alla quale si riesca a capire di aver terminato la giornata e non si portino i problemi a casa.

Anche in questo caso gli attrezzi da usare sono pensieri, immagini,suoni,azioni o parole.

Provate a creare la vostra, magari pianificando delle attività appena arrivati in ufficio e prima di aprire la Mail (io normalmente scrivo le tre cose che voglio assolutamente terminare nella giornata) oppure decidendo di mettere in ordine la scrivania ogni sera preparando la prima cosa da fare per il giorno dopo o, magari, mettendo una musichetta quando spegnete il vostro PC.

Trovate la vostra routine e, se volete, fatecela sapere. Potrebbe aiutare tutti!

(Libro consigliato: Tecniche mentali per il miglioramento della prestazione sportiva.)

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