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I HAVE A DREAM OVVERO COME CREARSI L’OBIETTIVO PERFETTO

Cinque punti da seguire per crearsi l’obiettivo perfetto e iniziare il nostro percorso di miglioramento.


Sono ormai 8 mesi che ho creato questo mio sito e molti sono stati i visitatori e chi ha lasciato commenti nel post o anche in privato. E’ stato finora una grande soddisfazione che ha superato anche le più rosee aspettative. Una delle costanti nei vari contenuti è stata l’importanza della definizione corretta dell’obiettivo.

Avere un obiettivo chiaro e ben definito  è infatti la base per iniziare un percorso di miglioramento personale, professionale o sportivo.

Ma le cose non sono così semplici come sembrano. La definizione dell’obiettivo è critica tanto quanto averne uno e, spesso, un obiettivo mal posto è una delle cause del suo mancato raggiungimento.

Nella letteratura e nei manuali di management troverete molte caratteristiche differenti che sono il requisito minimo di un obiettivo. Normalmente sono semplificate in acronimi il più conosciuto dei quali è S.M.A.R.T. (per i poco anglofoni “intelligente”).

Vediamo assieme quindi cosa significano le varie lettere e come massimizzare l’efficacia delle nostre azioni.

S: SPECIFICO

Nel porsi un obiettivo dobbiamo fare in modo che si rivolga a ciò che intendiamo realmente raggiungere e che sia legato solamente ad attività che sono sotto il nostro controllo. Non essere specifici porta uno dei nostri nemici a bussare alla nostra porta.

L’alibi.

Se il nostro obiettivo non è sotto il nostro controllo, alla prima criticità subentreranno le varie scuse legate agli altri attori che non hanno permesso il raggiungimento. Es. Aumentare le vendite non è un obiettivo specifico. Dobbiamo capire cosa riteniamo di dover fare per aumentare le vendite ed a quel punto pianificare le azioni per arrivarci.

M: MISURABILE

La bellezza di avere un obiettivo è di raggiungerlo. E come facciamo a sapere di aver raggiunto un obiettivo se non è misurabile? Per questo cercate di avere sempre degli indicatori che vi diano un’indicazione di quanto vicini siete al successo e che vi permettano di controllare lo sviluppo delle varie attività e, potenzialmente, cosa fare per correggerle.

E, quando lo raggiungete, festeggiate!!!

A:RAGGIUNGIBILE (ACHIEVABLE)

Mi lego a quanto detto sopra. Se il bello di avere un obiettivo è di raggiungerlo allora un buon obiettivo deve essere raggiungibile ed, aggiungerei, ben esposto. Attenzione che qui entriamo in un equilibrio molto complesso. Dobbiamo trovare un giusto bilanciamento tra il “sognare in grande” ed il “paraculismo” da ci arrivo di sicuro. Qui si aprono due aspetti importanti. Uno legato a come si espone l’obiettivo. Cercate di legarlo a concetti positivi. Mi spiego meglio. Se prima di tirare un rigore si pensa a “non sbagliare” ci saranno molte più possibilità di non segnare rispetto a pensare a “devo tirare nell’angolo basso”. Non focalizziamoci su ciò che non deve accadere, il nostro cervello tende a lasciare le negazioni in secondo piano, tenendo solo la nostra mente su ciò che invece deve succedere.

E cercate di evitare lo strano gusto che qualcuno ha dicendosi “Non ho raggiunto l’obiettivo; lo sapevo, sono proprio sfortunato”. Non è questo l’atteggiamento per cambiare le cose.

R:REALISTICO

Il realismo di un obiettivo è legato alle condizioni al contorno. In primis se abbiamo le risorse, le competenze e la possibilità per lavorarci sopra. Non è infatti automatico che la raggiungibilità di un obiettivo faccia si che sia il momento opportuno per iniziare a lavorarci né che si abbia tutto a disposizione. Usiamo pertanto questo punto per verificare cosa ci serve per far sì di superare il traguardo a braccia alzate.

T:TEMPIFICATO

Questa caratteristica è stata ben spiegata da Napoleon Hill nel suo libro “Pensa ed arricchisci te stesso” che è il libro consigliato per questa settimana.

Un obiettivo è un sogno con una scadenza.

Mettere una data al nostro sogno genera il senso di urgenza di cui abbiamo bisogno per procedere nelle nostre azioni. E’ normale infatti che le scadenze siano il modo che abbiamo per non raccontarci bugie o, peggio, si inizi a procrastinare le azioni.

Ma una volta definito il nostro obiettivo, è tutto fatto?

Aggiungerei due punti a quanto riportano i sacri libri di management.

  • Fate in modo che, nel caso l’obiettivo sia troppo lontano, si riescano a trovare degli obiettivi intermedi. Uso spesso il detto “Per mangiare un elefante dobbiamo tagliarlo a fette” ma è la similitudine che più mi sembra corretta. Se il boccone è troppo grande cominciamo a trovarne di più piccoli e definiamo le azioni per arrivarci.
    Come disse Antoine de Saint Exupery: Un obiettivo senza un piano è solo una speranza.
  • Tenete il vostro obiettivo sott’occhio, magari scrivendolo da qualche parte. Avere l’ancoraggio sempre visibile ti permetterà di essere più impegnato per raggiungerlo.

Ed impegnatevi. Molto e costantemente.

Perché, come disse Flaubert:

Il successo è una conseguenza, non l’obiettivo.

(Libro consigliato: Pensa e arricchisci te stesso. Napoleon Hill.)

 

 

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