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MA CHI ME LO FA FARE?

MA CHI ME LO FA FARE

Il senso di questo Blog e dei miei video.


E’ stata una settimana difficile ed impegnativa. Poco tempo a disposizione per me e per la mia famiglia e poche ore di sonno. Sebbene possa sembrare secondario, questo aspetto ha un impatto su ciò che leggete dato che quasi tutto quello che scrivo su questo blog o che racconto nei miei video nasce tra le 6 e le 7 del mattino mentre mio figlio si prepara per andare a scuola.

E’ una situazione divertente dato che, come dice lui, mi vede seduto e pensante con la mia agenda e la matita finchè, tutto d’un tratto, comincio a buttare giù qualche idea che normalmente ha a che fare con quello che mi sta succedendo.

Ed anche oggi è successo questo solo che, in questo mercoledì mattina che vede le prime luci della primavera affacciarsi alla finestra anche così presto, non so se mi sono ancora svegliato completamente.

Sono qui con una tazza di caffè, matita in mano ed agenda aperta, pensando. Pensando a cosa dovrò fare nei prossimi 3 giorni di ufficio a cosa voglio, anzi devo portarmi a casa dalle attività in corso.

Ma nulla…

Tutte cose operative. Nessun’idea da sviluppare o nuove cose da approfondire.

Solo un gran sonno e quella vocina in sottofondo che di dice… ma perchè?

Perché sei qui anche questa mattina a pensare?

Perché è così importante avere un nuovo post da pubblicare?

Perché non torni a dormire?

In fondo, chi vuoi che legga quello che scrivi, quello che scopri o che impari specie adesso che iniziano i primi caldi e nel fine settimana le persone hanno di meglio da fare che rovinarsi gli occhi leggendo un post sul cellulare?

E spesso questa vocina diventa uno strillo o, meglio, il canto delle sirene che mi fanno realmente pensare… ma chi me lo fa fare?

Poi torno al motivo principale per cui un paio di anni fa ho iniziato questo percorso. Questo scambio di idee con chiunque abbia voglia di leggerle e, magari, di aggiungere valore e condividerlo a sua volta.

Ho iniziato prima di tutto per me stesso, per mettere in ordine la quantità incredibile di informazioni a cui sono (e siamo) sottoposti ogni giorno. Per non dimenticarmi di quello che succede. Per darmi una ragione per farlo regolarmente e costantemente cercando quello di buono che mi è successo. Per fare in modo di applicare dei concetti, di analizzare il risultato, valutarlo ed infine crearne una MIA versione (Questo articolo di buon principio è stato il primo scritto!).

My Way come direbbe il vecchio Frank Sinatra.

Ed è strano vederla in questa maniera oggi. In un periodo in cui tendiamo ad apparire belli e ricchi per ricevere giudizi e apprezzamenti di altri che, quasi sempre, non conosciamo e che ci conoscono solo per una foto che hanno sbirciato dal nostro profilo.

Scrivere qualcosa per farla propria, dietro il disegno di due omini e di una battuta, senza volerci far soldi e diventare ricchi.

Senza la necessità di costruire il proprio funnel di vendita o di convertire i click ed aumentare la redemption come direbbero i maghi del web marketing.

Che senso ha? Che senso ha usare il proprio tempo per far cementare dei concetti e farli propri?

Per me ne ha moltissimo. Specie perché, grazie al mio lavoro ed a un sacco di persone che mi circondano, ricevo moltissime nuove idee ogni giorno e fare in modo che mi accrescano non ha prezzo. Come non ha prezzo condividerle e regalarle a chiunque voglia prenderle perché, come dicono i saggi:

Se regali una cosa, tu la perdi in favore di un altro. Se regali un’idea, l’avrete entrambi.

 

Ma per aiutare qualcuno devi prima essere in grado di aiutare te stesso e di comportarti coerentemente poiché coerenza è ciò che chiede la mente delle persone.

Per dire a tuo figlio di non usare il cellulare devi essere il primo a non usarlo (ne ho parlato anche qui…).

Per dire a tuo figlio di ascoltare ed imparare dagli altri e di fare in modo di crearsi una sua visione del mondo, di fare una vita che ama, di fare un lavoro che lo soddisfi devi prima farlo tu o almeno dimostrare che stai facendo il massimo per arrivarci.

E’ ovvio che c’è soddisfazione quando ricevi delle mail di ringraziamento o di commenti a quello che hai scritto. Quando qualcuno ti dà fiducia e si iscrive alla tua newsletter perché sa che ogni lunedì mattina riceverà una mail con delle idee che potrà leggere o semplicemente cancellare. In autonomia. Decidendo di farlo.

Ma innanzitutto devi partire da un assunto. Non puoi piacere a nessuno se non hai un’idea chiara di chi sei e di cosa stai dicendo.

Perché se non conosci te stesso, non accetti te stesso, è improbabile che altri lo faranno.

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