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NON LASCIARTI INFLUENZARE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Non lasciarti influenzare dall’intelligenza artificiale

Scegliere di seguire solo i consigli degli algoritmi può essere comodo, ma ti fa perdere il beneficio di capire e provare qualcosa di differente.


Qualche tempo fa, Spotify (la famosa app per ascoltare musica) aveva lanciato un servizio che ti permetteva di scoprire nuovi stili e nuovi generi musicali partendo dalle tue ultime scelte. L’idea era molto interessante poiché non si basava sul proporre cose simili alla tua playlist ma, basandosi su un algoritmo, era una un tentativo di proporre qualcosa di completamente nuovo e di differente che aveva uno stesso pattern e che quindi era probabile che ti sarebbe piaciuto.

Purtroppo, questo servizio non è stato apprezzato ovvero tutti hanno preferito continuare scegliendo le proposte di canzoni simili a quelle ascoltate piuttosto di andarsi ad avventurare su qualcosa di differente.

Ma, fermi tutti… provate a guardare la vostra playlist.

Nella mia posso trovare Santana di fianco a Diana Krall e poi i Guns n’ Roses assieme alla musica house degli anni 90 o Jamiroquai. Praticamente un guazzabuglio che, in realtà, non ha nessun collegamento apparente.

Se non avessi creato questi gusti musicali quando Spotify non esisteva, sarei arrivato allo stesso risultato?

A spanne direi di no.

Questo è il rischio delle intelligenze artificiali, ovvero la possibilità che l’algoritmo ti conosca talmente bene, addirittura meglio di te stesso, che le sue proposte non siano nient’altro che qualcosa che rientra nel conosciuto. Un po’ come rimanere affossato nel divano della tua comfort zone.

E in questa società di iperconnessione di scelte infinite spesso è una scelta anche quella di “non scegliere”, ma di farsi guidare attraverso opzioni rassicuranti perché vicine al nostro standard.

 

Ma pensiamoci bene: qual è uno dei benefici più grandi di internet?

Per rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro.

Nella visione tradizionale del mondo, ci sono solo due tipi di risorse: materie prime ed energia.

In verità, con lo sviluppo delle tecnologie a queste due se ne aggiunge un’altra: la conoscenza.

 

E come può essere la conoscenza?

A me piace dividerla in due tipologie.

Conoscenza da microscopio o conoscenza da telescopio.

Nel primo caso il mio obiettivo è di diventare bravissimo in un argomento molto specifico. Sapere tutto di qualcosa che ti rende un vero esperto, anzi, IL vero esperto.

Nel secondo invece, la conoscenza ha come scopo l’accrescimento della cultura grazie al fatto che aggiungo pezzi a ciò che so e questo mi permette di allargare l’orizzonte.

Una va in profondità, l’altra si allarga. Entrambe però si basano sullo scoprire qualcosa di nuovo.

 

Se resti in ciò che conosci cadi nel più tipico dei tranelli. Senti ripetere le stesse cose con parole differenti: fantastico per la tua mente (confermi tutto ciò che sai già, un booster per l’autostima) meno per aprire la mente.

Quindi l’unico modo per aumentare la conoscenza è avere accesso a cose che altrimenti non vedremmo partendo dalla convinzione che oggi possiamo fare tutto ciò che vogliamo, a patto di riuscire a trovare un modo per farlo.

Ovvero, non siamo limitati da nulla se non dalla nostra stessa ignoranza intesa esattamente come “cose che non conosciamo”.

 

Probabilmente però stiamo dando troppa fiducia nelle scelte fatte dagli algoritmi pensando che siano sempre le scelte migliori. È vero infatti che la quantità di informazioni che abbiamo deciso di regalare alle App e ad Internet è tale che effettivamente sanno di noi molto più di quello che noi possiamo sapere di noi stessi.

Ma il bello della cultura e delle varie sfaccettature della cultura è proprio quello di cercare di capire e di provare qualcosa di differente.

Proprio perché è dalla differenza che si crea la crescita e la novità.

Un po’ come il Didgeridoo di Jamiroquai che, nella sua “When you gonna learn” ha mescolato questo antichissimo strumento degli aborigeni australiani con suoni funky per arrivare ad un capolavoro.

 

E per capire se funzionerà puoi solo provarci. Come trovarsi davanti al trampolino dei 10 metri per la prima volta. Per capire se sei in grado di tuffarti, quando per tutta la vita ti sei buttato dal bordo della vasca, devi avvicinarti al bordo e devi lasciarti andare. Solo da quel momento riuscirai a capire che anche il trampolino dei 10 metri fa parte della tua vita.

ll post di oggi termina quindi con un’esortazione.

Accettate pure i consigli che vi vengono dati dalle varie app e dei computer. Ma non limitatevi a quelli!

Siate curiosi e cercate punti di vista differenti rispetto a quelli che sono i vostri standard. Forse scoprirete cose, concetti, musiche e idee a cui non avete mai fatto caso finora.

 

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