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QUANTA FATICA! 5 PUNTI DI CONTATTO TRA CORSA E MANAGEMENT

Ci sono affinità persino tra la corsa e le attività di lavoro...


Quando si ritorna a correre dopo qualche tempo di “riposo” è sempre una sofferenza. Bastano due settimane di stop per tornare indietro ai livelli di qualche mese prima. Ed io, non senza un che di faccia tosta, ho ricominciato dopo 6 mesi con la presunzione di tornare subito al livello dello scorso anno.

Il fatto è che, se non sei allenato, uscire a correre è una sofferenza totale.

Soffri prima perché sai che ti aspetterà solo fatica.

Soffri durante perché dopo pochi minuti sei già sulle ginocchia.

Soffri dopo perché le gambe si riempiono di aghi che pungono il muscolo per giorni.

Poi  arrivi ad un momento in cui scatta qualcosa ed esci a correre con l’obiettivo di rilassarti e svuotare la mente e non di soffrire e di dover mettere la musica a tutto volume per cercare di coprire il dolore.

Questa è la sensazione, ne sono sicuro, che porta molti manager o comunque molte persone con lavori stressanti a darsi alla corsa. Senza considerare la corsa competitiva, ma meditativa anche se per persone come me la competizione è insita nel gioco sia essa contro altri o anche contro se stessi.

In pratica come disse, molto meglio di me, Haruki Murakami:

Correre un’ora al giorno, e garantirmi così un intervallo di silenzio tutto mio, è indispensabile alla mia salute mentale.

Potremmo ora parlare delle endorfine e del loro effetto analgesico ed eccitante ma non credo sia questo il luogo né il momento.

Preferisco invece portare alla vostra attenzione l’incredibile similitudine tra l’attività sportiva ed il lavoro. E per questo ho trovato 5 punti che sono fondamentali per ottenere un risultato in entrambi i casi.

  • CHIAREZZA DEGLI OBIETTIVI E PREPARAZIONE

Nella mia vita di runner (mi perdoneranno i tanti runner VERI che conosco e che sono di un livello tremendamente più forti di me) ho scoperto che la motivazione per uscire ad allenarsi anche in condizioni non ottimali (modo molto gentile per descrivere delle situazioni di temperature bassissime o di giornate piovose) deriva da avere un obiettivo. Nel mio caso una gara. E in funzione della gara, sapere cosa serve per arrivare preparati è cruciale se non vuoi trasformare la gara in un incubo.

Cosa fare e in quanto tempo farlo.

Più alti sono gli obiettivi più devi prepararti, in tempo ed in costanza.

  • PIANIFICAZIONE DEL PERCORSO

Conoscere il percorso è necessario. E’ necessario per sapere come allenarsi ma soprattutto come gestire le proprie forze. Arrivare all’inizio di una salita già finiti non è una buona idea nemmeno se sei allenatissimo. Il percorso è un po’ come il nemico da battere. Se lo conosci bene sai dove poter attaccare e dove temporeggiare.

  • CONTROLLO

Sapere come stai reagendo e quanta “benzina” hai in corpo serve per dosare le forze e per seguire il piano di attacco alla corsa. Il nostro corpo è una macchina e, nel mio caso, ho scoperto che le prestazioni sono fortemente dipendenti dai battiti cardiaci e per questo motivo tendo ad uscire con il cardiofrequenzimetro. Durante l’allenamento cerco di allenarmi a tenere alti i battiti, durante le gare so che non devo superare il livello critico per troppo tempo. Ecco, i battiti sono il mio KPI. Il mio “indicatore di prestazione”, ciò che tengo sotto controllo per capire se sto migliorando, ciò che tengo sotto controllo per capire se sto andando fuori giri. Trovare l’indicatore giusto per sé e per il proprio lavoro è obbligatorio nel caso si voglia migliorare.

  • RESILIENZA

Se comincerete a correre preparatevi ad avere dei momenti di crisi. Dei momenti in cui sentirete un sacco di vocine dirvi “fermati, fermati, fermati”. E lo scopo è quello di metterle a tacere riportando tutto il corpo in una situazione che sai essere una situazione controllabile. Per arrivare là, dovrai conoscere perfettamente il tuo corpo ed aver fatto allenamenti per capire dove sia la linea di equilibrio tra prestazione e tranquillità. Dovrai tornare ad una sensazione conosciuta che ti permetterà di prendere delle decisioni più “ragionate”.

  • MOTIVAZIONE

La motivazione è cruciale se si vuole avere costanza nella corsa. Per creare la MOTIV-AZIONE, il motivo per l’azione, dobbiamo avere un obiettivo chiaro e ben definito. Solo a quel punto la sveglia al mattino presto per correre non sarà più una pena ma l’inizio di un altro passettino verso la meta. Un altro metro rosicchiato prima del traguardo e dei festeggiamenti del risultato ottenuto.

Perché ricordate, successo è prima di sudore solo nel vocabolario.

Ecco, sia che si parli di corsa sia che si parli di management, dovremo passare attraverso questi 5 punti. E questo ulteriormente avvalora la tesi che sport e business sono spesso sovrapposti poiché, parafrasando Christopher McDougall:

Se non avete una risposta ai vostri problemi dopo 4 ore di corsa, probabilmente non ce l’avrete mai.

(Libro consigliato: Born to run.Christopher McDougall)

 

 

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