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SHERLOCK HOLMES ED I BIAS COGNITIVI

Rileggiamo in chiave business le frasi usate da Sherlock Holmes.


La ricerca di nuove opportunità. Questa è la sfida di sempre e che oggi che viene resa complicata dal cambio continuo delle condizioni al contorno del mercato dove viviamo e lavoriamo.

E non sto parlando soltanto di opportunità per la “Nobile Arte del miglioramento personale”, ma anche della “apparentemente più terra-terra” ricerca di nuovi modi e nuovi business per far crescere la propria azienda.

Sappiamo che le novità causano nervosismo al nostro cervello primitivo ( vedi il mio post sui tre cervelli ) che ci vuole trattenere nella nostra area di comfort sussurrando con la sua vocina “Rimani dove sei perché conosci tutto e sei bravissimo” e possono anche portare a costruire delle giustificazioni delle scuse per auto-giustificare questa nostra scelta.

Questo va a bloccare il nostro istinto di investigatori curiosi ed impavidi che invece è quello che ci dovrebbe portare alla ricerca e a tentare nuovi spunti e nuovi sbocchi per riuscire a differenziarsi o a farci fare un passo in avanti che non sia soltanto quello del “pochi percento” ma sia quello dell’incremento quantico.

Oggi parlerò proprio di questa indole da investigatore che ci deve caratterizzare prendendo come esempio proprio uno degli investigatori più conosciuti al mondo, Sherlock Holmes rileggendo in chiave business delle frasi che lui utilizzava per giustificare alcune scelte e alcune idee che aveva nella ricerca del colpevole. Sarete sorpresi di notare come contengano delle verità che sono utili e necessarie per evitare di cadere in alcuni tranelli, ma soprattutto che spieghino la subdola arma che usa il nostro cervello per fermarci: i Bias Cognitivi.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, mi faccio aiutare dal solito Wikipedia che dice che il Bias Cognitivo in psicologia, indica un giudizio (o un pregiudizio) non necessariamente corrispondente all’evidenza, sviluppato sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.

Praticamente è una scorciatoia che cerchiamo per prendere delle decisioni che crediamo corrette e che porta spesso alla situazione in cui

La risposta è dentro di te… solo che è sbagliata!

A questo punto, scatenate il detective che è in voi…

 

Vedi, ma non osservi. La distinzione è chiara.

Se “nuove opportunità” è una delle cose da fare, rapidamente è la modalità richiesta nello scenario di business di oggi. Fare cose velocemente significa, il più delle volte, fare cose “COME ABBIAMO SEMPRE FATTO” sfruttando quello che si chiama Bias Di Conferma. Questa scorciatoia mentale errata si verifica in particolar modo quando si vuole dare maggiore rilevanza alle sole informazioni in grado di confermare la nostra tesi iniziale. In pratica quando ci si ferma alla mera conferma di quello che abbiamo GIA’ IN TESTA senza osservare la realtà. Dove lo troviamo ogni giorno? Nei social network, nelle letture di scienziati e politici ed ogniqualvolta ricerchiamo quelli che sappiamo diranno quello che pensiamo anche noi evitandoci quindi uno spiacevole pensiero.

 

“Dati! Dati! Dati!”. Gridò impaziente. “Non posso fabbricare mattoni senza argilla”.

Siamo invasi da dati. Possiamo vedere le cose in migliaia di prospettive e, sfortunatamente, questo significa molto lavoro perché c’è sempre qualcuno che cerca la diversa angolazione per vedere gli stessi numeri. Se da un lato sono fondamentali, l’argilla che compone i nostri mattoni, dall’altra dobbiamo evitare di travisarli. Una delle armi più potenti del nostro cervello è la capacità di individuare dei pattern, ovvero degli schemi, attraverso i quali giungere rapidamente a delle conclusioni. Il problema è che spesso vediamo questi schemi laddove non esistono. E questo viene definito Clustering illusion.

Un esempio classico? I numeri ritardatari del lotto: siamo convinti che se un numero non esce da così tante estrazioni, avrà sicuramente una maggior probabilità di essere estratto. FALSO: ad ogni nuova estrazione tutti e 90 i numeri hanno esattamente la stessa probabilità di uscire (1/90).

 

Se hai un orologio sai qual è il tempo se ne hai due sei sempre incerto.

La ricerca di dati giusti per trovare delle basi ed informazioni che ci aiutino a capire dove andare e cosa aspettarsi è utile ma nasconde dei pericoli. Ne abbiamo già visto uno al punto precedente che è controbilanciato da una fiducia che più dati avrai meglio riuscirai a decidere. Ti è mai capitato di dover prendere una decisione e ritrovarti a raccogliere tonnellate di informazioni senza poi agire? Questa nostra insicurezza è giustificata dall’ Information Bias, ovvero la convinzione che più informazioni recupereremo, più la nostra decisione sarà oculata. La verità è che una sovrabbondanza di informazioni non sempre ci porta a realizzare azioni efficaci. Anzi…

 

Senza una precisa volontà, si cominciano ad alterare i fatti per adeguarli alle teorie piuttosto che il contrario.

Cugino stretto del confirmation bias è il Choice-supportive Bias, che spiega la nostra tendenza a razionalizzare le scelte fatte, anche se tali scelte sono state impulsive o sono state fatte sulla base di gravi lacune informative. Insomma, piuttosto che ammettere di aver fatto una stupidaggine, ci inventeremo qualunque cosa per dimostrare quanto brillante sia stata la nostra decisione. Il problema è che nella maggior parte dei casi ci ritroveremo a prendere in giro noi stessi. Questa è una situazione in cui, lo ammetto, mi sono trovato diverse volte quando, nonostante fosse chiaro che delle scelte commerciali fossero sbagliate, continuavo a dire: “Aspettiamo, vedrai che funzionerà”. E invece… non funzionava.

 

Potremmo concludere con “Elementare mio caro Watson.” In realtà non esiste un romanzo in cui Sherlock Holmes abbia detto queste parole ma, in ogni parte del mondo, questa è una delle sue citazioni tipiche.

Per questo motivo finiamo con quattro consigli che ci potrebbe dare Sherlock partendo da queste sue frasi:

  1. Non cadere nella trappola del seguire “ciò che è sempre stato” solo perché la tua testa si aspetta che debba andare così;
  2. Raccogli i dati ma non manipolarli per confermare una tua idea;
  3. Raccogli i dati ma abbi il coraggio di dire “Basta, ora agiamo!!!”;
  4. Abbi il coraggio di cambiare idea se la realtà non è in linea con le aspettative.

See you soon Dr.Watson!

(Libro consigliato: The choice factory.Richard Shotton. )

 

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