fbpx

SEI PRONTO PER IL GURU PURNIMA DI QUEST’ANNO?

GURU PURNIMA

In occidente i guru sono poco valorizzati perché dichiarare di aver avuto bisogno di qualcuno è svilente, ma in India c’è una festività che li celebra.


Cosa immaginate di portare con voi se partecipate ad un seminario di Storytelling con Federico Buffa?

Come preparare un racconto? Come esporlo?

Certo, queste sono le cose ovvie. Ma, che ci crediate o no, ci sono stati molti altri aspetti interessanti.

A partire dal fatto che per riuscire ad avere una serie così ampia di spunti e di idee da cui attingere continuamente, è necessario ampliare la nostra conoscenza non solo attraversi i libri che descrivono il nostro modo di vivere abituale ma anche capendo e comprendendo culture e tradizioni diverse.

Spesso non ci rendiamo conto che per farlo basta guardare film di altre nazioni, ad esempio quella Indiana dove la scelta è amplissima sia per filmografia sia per idee.

E’ vero infatti, che solo da modi differenti di vedere le cose possono nascere differenti idee e modi di affrontarle. La cultura locale infatti ci impone degli schemi o comunque ci influenza profondamente e pertanto c’è generalmente un’uniformità di massima nei modi di vedere ed affrontare le varie cose.

Proprio dall’analisi della cultura indiana, Buffa ha parlato di una festività interessantissima: il GURU PURNIMA.

 

Cosa è?

Sappiamo, più o meno, cosa significa GURU.

La scorsa settimana ho pubblicato una frase che diceva “il vero guru non crea adepti, crea nuovi guru” intendendo che la funzione di educatore ed ispiratore del guru non è volta ad una sua venerazione ma alla creazione di altre persone che possano a loro volta ispirare.
Il Guru Purnima (Poornima) è una tradizione spirituale orientale dedicata agli insegnanti spirituali e accademici pronti a condividere la loro saggezza.

Questo festival, tradizionalmente osservato da indù, buddisti e gianisti per venerare i loro insegnanti/leader spirituali scelti ed esprimere la loro gratitudine, si celebra il giorno della luna piena (Purnima) nel mese indù di Ashadha (giugno-luglio) proprio perché ci si immagina la luna piena come illuminante verso di noi.

Ho avuto l’occasione di visitare e lavorare in India per molti anni e spesso mi sono trovato in situazioni strane che non pensavo potessero esistere e, subito, ho pensato che questa festa fosse una di quelle. Ma, pensandoci bene, siamo sicuri che sia una cosa così strana da fare?

Pensa pensa pensa…

Tante sono le cose che mi sono venute in mente.

Prima di tutto una massima di Jim Rohn (Ne ho parlato in questo video ) :

Noi siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più.

In un certo senso queste 5 persone sono i nostri guru.

Sono coloro che con le loro idee, con i loro spunti e con i loro insegnamenti danno una direzione a quello che noi facciamo ogni giorno.

Sono quelli che seguiamo nonostante abbiano delle idee differenti dalle nostre perché, proprio perché la pensano diversamente, ci permettono di vedere il mondo da un’altra prospettiva anche se a volte è uno sforzo immane di pazienza e di ascolto.

Non importa che siano i genitori, gli amici, il proprio capo o un personaggio pubblico, ma da loro riceviamo le informazioni che creano l’impalcatura del nostro pensiero.

Per vederla un po’ dal punto di vista hollywoodiano, sono i nostri Yoda (se ti interessa vedi il mio articolo sui consigli di Yoda).

In effetti George Lucas aveva cercato nella fine degli anni settanta di introdurre questo tipo di cultura, di stampo orientale, all’interno della nostra.

Nei vari piani di lettura di Guerre Stellari infatti, oltre alla solita e canonica visione buoni contro cattivi abbiamo anche l’idea dei formatori che ti permettono di arrivare al massimo delle tue potenzialità accompagnandoti e sostenendoti affinché tu possa diventare il “miglior te stesso”.

 

Ma se questa pratica è stata sdoganata anche in occidente, perché mai nessuno ha mai pensato di trovare un momento per ringraziare i nostri insegnanti?

Credo che ci sia un difetto di riconoscimento e di riconoscenza verso i tuoi maestri.

I maestri sono spesso visti più come un problema che come un supporto e dichiarare di essere arrivati da qualche parte anche grazie all’aiuto di qualcuno è quasi una cosa riduttiva e svilente. Ritengo invece che sia sempre più necessario trovarne uno, o più di uno se sei fortunato, sul quale riuscire ad appoggiarsi per trarre insegnamenti, informazioni ed indirizzi ed andare verso la direzione che vogliamo perseguire.

Come diceva Isaac Newton:

Se ho visto più lontano, è perché sono salito sulle spalle dei giganti.

E tutto sta nello scegliere i giganti corretti.

Per questo motivo credo che seguirò questa festività. E, prima di iniziare, comincerò a vedere chi sono state le persone che più mi hanno formato.

A partire dai miei genitori, che sicuramente mi hanno trasmesso la passione dell’insegnamento, sebbene non faccia l’insegnante, passando dai miei amici, dai familiari, da tutti i miei capi per arrivare alle persone che in questo momento seguo e leggo nelle decine di libri che divoro ogni anno.

 

Il consiglio di questa settimana quindi è questo: prendetevi e fermatevi mezz’ora e cominciate a pensare chi sono stati i vostri guru.

Chi, senza avere la pretesa di modellare e di modificare la vostra mente, vi ha dato delle nuove idee e degli angoli di lettura differenti degli avvenimenti. Con buona pace dei vari “Tony Robbins e seguaci” che spettacolarizzano la loro capacità di influenzare le persone più che di ispirarle.

Quest’anno è martedì 16 Luglio. Segnatevelo!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *