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LE APPARENZE NON INGANNANO

Fate sempre attenzione a quello che dite e non dite…


Ho iniziato a fare dei video brevi e sto toccando con mano cosa significhi uscire dalla propria “Comfort zone”.

Cambiare il supporto di comunicazione è un po’ come passare da una superficie all’altra per i tennisti. Non sai più come ti rimbalzerà la pallina e per questo devi resettare completamente il tuo modo di comportarti per adeguarti alla nuova situazione.

Non sono stato quindi troppo sorpreso quando ho ricevuto un messaggio da un amico che mi ha dato un feedback e, per migliorare, non c’è nulla di meglio di ricevere un feedback da una persona che si ritiene competente e ci si fida di lui.

In breve, questo mio amico mi ha fatto notare un’incongruenza tra il MESSAGGIO VERBALE e quello NON VERBALE ovvero il messaggio espresso verbalmente nel video non trovava correlazione con il corrispondente comportamento non verbale.

Devo ammettere che subito mi è venuta in mente una frase di Leonardo da Vinci

Sappiamo bene che gli errori possono essere trovati più facilmente nel lavoro degli altri. Quando dipingi dovresti prendere uno specchio e guardarci attraverso il tuo quadro. Vedendolo storto ti sembrerà eseguito da qualche altro maestro e riuscirai a trovare gli errori più semplicemente.

In realtà ho riconosciuto tutto quello che mi ha detto e l’importanza del consiglio è straordinaria dato che l’incongruenza detto o non detto può portare a dare un messaggio opposto a quello che si vuole passare.

Infatti, nel caso di stimoli incongruenti nella testa dell’ascoltatore scatta un campanello di allarme, una sorta di disagio cui non sa dare una spiegazione razionale. Questo disagio è conseguenza della discrepanza tra quello che i sensi hanno ricevuto e processato e quello che invece è stato ricevuto come messaggio verbale.
Per questo, molto spesso nelle attività di Public Speaking viene insegnato ad usare la propria emotività in favore della comunicazione, ovvero fare in modo che la propria gestualità e la propria presenza sia coerente e rafforzativa rispetto al messaggio verbale: la gestualità infatti nasce proprio con l’esigenza di chiarire e rinforzare i messaggi emessi verbalmente, favorendo la completa comprensione da parte di chi ascolta.

Del resto, lo diceva anche il film Hitch (andate a vederlo se non lo avete mai fatto):

Il 60% di tutte le comunicazioni umane è non verbale: il linguaggio del corpo. Il 30% è nel tono. Vale a dire che il 90% di quello che si comunica non esce dalla nostra bocca.

Un eccesso di incongruenza può addirittura portare ad una sensazione di menzogna e ci sono delle spiegazioni profonde a tutto questo.

Fin dalla prima infanzia, il solo pensare al movimento attiva i centri del sistema nervoso responsabili del movimento corporeo e l’attività della mente è intimamente connessa a tutti i processi sensoriali e ai centri deputati al controllo motorio. Questa è la base del concetto dell’allenamento ideomotorio che ho più volte presentato negli incontri di Coaching Sportivo e che è descritto nella dispensa che potete scaricare .

Quando parole e convinzioni interne coincidono, i gesti del sì e del no sono coordinati con le parole. Invece, nel caso in cui il soggetto menta possiamo riscontrare un’incongruenza nella coordinazione del gesto del sì/no con il contenuto verbale.

In pratica chi mente confronta la verità con la menzogna e, poiché è necessario conoscere prima la verità per poterla poi alterare con una menzogna, l’automatismo mente/corpo può determinare una confusione di segnale nel comportamento che porta la sua testa a muoversi in congruenza con la verità che ha in mente e la sua voce emettere la bugia che contraddice il gesto.

Altri casi di incongruenza possono essere l’assenza di emozioni o l’eccessivo controllo che rende le persone meccaniche e non autentiche oppure tenere per troppo tempo delle espressioni facciali.

Per esempio, normalmente l’espressione di sorpresa dura al massimo un secondo.

Se ad una certa comunicazione inaspettata tu mantieni sul viso un’espressione di sorpresa per diversi secondi significa che non provi questa emozione ma la stai mimando o esibendo come conferma rafforzativa (come il segno dell’OK con le dita per intenderci).

In pratica, quando vogliamo influenzare la nostra platea sfoderando la filosofia del “be positive” dobbiamo ricordarci che funziona bene solo se il sorriso che si emette è reale. Ma, se quello che hai sul viso è un sorriso forzato, allora verrete subito scoperti.

Possiamo venirci in aiuto e cercare di forzare la propria situazione come ho descritto nel mio ultimo post dove, grazie alla preparazione della fisiologia, possiamo migliorare il modo in cui ci si approccia ad una conversazione.

Fake it until you make it dicono gli americani.

Fingi fino a che ti convinci.

Ricapitolando quindi:

  • Diamo stimoli congruenti agli altri per evitare che inizino a dubitare delle nostre parole o che comprendano cose differenti da quelle che vogliamo dire.
  • Diamo stimoli congruenti anche a noi stessi altrimenti non riusciremo a portarci nella situazione desiderata ed a preparare in maniera opportuna il nostro incontro.

 

Ora vi lascio. Devo cercare di capire cosa può avere causato la mia incongruenza nel video.

Proprio vero… non si finisce mai di imparare.

Stay tuned!!!

(Libro consigliato: Tecniche mentali per il migloramento delle prestazioni sportive. Valentina Penati)

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