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SAREMO VERAMENTE CONTROLLATI DA TERMINATOR? PICCOLA DIVAGAZIONE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.

 

Cosa è realmente l’intelligenza artificiale e come influenzerà il nostro futuro? Saremo controllati dai robot?


Nei primi anni duemila un paio di film avevano portato il concetto di intelligenza artificiale, la famosa AI, all’attenzione di tutti. Io Robot, con Will Smith, e AI-intelligenza artificiale avevano mostrato al mondo quello che avrebbe potuto portare il futuro.

Come sempre però, per quelli della mia età, quella era ancora “fantascienza”, pura fantasia, abituati come siamo ad una velocità del cambiamento molto inferiore.

La realtà però è ben diversa. Quello che era fantascienza una quindicina di anni fa, in realtà era semplicemente un mostrare ciò che sarebbe stato possibile ottenere in poco tempo. Una finestra su un futuro prossimo.

Dimentica il fatto che i robot siano sempre antropomorfi, somiglianti agli uomini. Quello è un tranello scenico per attrarci nella storia. Del resto, perché mai dovrebbero cercare di muoversi in equilibrio instabile su due gambe quando, usando ruote o cingoli, il risultato è molto migliore?

Spostando quindi il focus dall’apparenza esteriore, il concetto innovativo è la capacità dei robot di essere dotati di sensi, cosa che piano piano stiamo raggiungendo con la tecnologia attuale. O, forse, abbiamo già raggiunto.

Infatti, dal momento in cui Monty Neborn nel maggio 2006 dichiarava “The science is done” dopo lo scacco matto di Deep Fritz, un software specializzato nel gioco degli scacchi, ai danni del grande maestro Russo Vladimir Kramnik, tantissime cose sono successe.

Se, inizialmente, l’intelligenza artificiale era usata per giocare a giochi schematici dove le mosse e le combinazioni sono finite, proprio come gli scacchi, oggi è utilizzata per decine di cose che troviamo nella nostra vita quotidiana.

Vi siete mai chiesti perché dopo aver visto dei video di cricket ve ne propinano altri 20 come se fosse lo sport più praticato al mondo?

O come fanno i nuovi traduttori online ad essere così accurati (se non ci credete fatevi un giro su DeepL) o come possono esistere dei sistemi di creazione contenuti automatici semplicemente digitando un titolo o un argomento?

Tutto questo è intelligenza artificiale. E se già oggi i campioni del mondo di scacchi o di Go (un gioco da tavolo cinese considerato essere il più complicato al mondo) sono macchine, è sempre più chiaro che ogni task ripetitivo che diamo da fare ad una macchina verrà imparato più velocemente ed eseguito meglio di quello che potrebbe fare un essere umano.

E’ il Machine Learning!

La cosa bizzarra è che imparano esattamente come i bimbi. O, meglio, i loro programmatori hanno fatto in modo che apprendano attraverso le fasi di

  • Osservazione
  • Tentativo
  • Verifica dei risultati
  • Premio

per quanto sia strano il concetto di “premiare” una macchina.

La grande differenza rispetto agli umani è la quantità enorme di informazioni che ogni computer ha a disposizione e la velocità di esecuzione di un ciclo di prova. Pensate a tutti i supporti scritti, audio e video su internet che, una volta definite correttamente le regole, possono essere usati come esempi. Inoltre che non hanno la sensazione di paura che spesso ci assale quando iniziamo a fare qualcosa di sconosciuto.

In numeri, quello che un bimbo impara nei primi tre anni in termini motori e di coordinazione può essere appreso in poche settimane da una intelligenza artificiale.

E qui, mi fermo un momento per raccontare una storia.

Quando Microsoft decise di lanciare TAY, un chatbot su Twitter che leggendo ciò che veniva scritto sui social avrebbe imparato ad interagire con gli umani automaticamente, mai si sarebbe aspettato che il risultato li avrebbe obbligati a chiudere tutto in meno di 24 ore (vai QUI ALL’ ARTICOLO).

In un giorno, il chatbot aveva iniziato infatti a scrivere frasi razziste ed omofobe assorbendo quello che il web gli aveva propinato e riproponendolo in funzione della frequenza.

Non era quindi il primo messaggio quello che creava il disturbo ma la ripetizione continua del concetto amplificata dai vari like che rinforzavano il concetto.

E’ ovviamente qualcosa che abbiamo imparato a vedere dalle recenti campagne elettorali e dai vari scandali che si sono accesi legati ai falsi profili che portavano un certo tipo di notizia in cima ai vari social network.

A questo punto è il momento di ragionare un attimo.

Abbiamo detto che il livello di intelligenza di un computer è in crescita costante tanto che permette di imparare una attività complessa e ripetitiva in una frazione di tempo rispetto agli uomini e di farla molto meglio.

Abbiamo anche detto che ci sono stati esempi recenti di intelligenze artificiali che, a valle di input umani, sono diventate razziste ed omofobe o, in qualche altro caso, psicopatiche (Vai QUI ALL’ ARTICOLO).

Ma allora, non è che lo scenario di Terminator possa essere quello plausibile?

Non è che, visto lo sviluppo incredibilmente rapido, tra pochi anni avremo un’élite di robot capace di conquistare il mondo? Perché, giusto per completare il quadro, sembra che nel 2029 l’intelligenza artificiale sarà alla pari con quella umana e nel 2049 sarà UN MILIARDO DI VOLTE SUPERIORE.

La stessa differenza che c’è tra una mosca ed Einstein.

Solo che noi siamo la mosca che deve convincere Einstein a dargli ascolto.

Questo è lo scenario contenuto in “SCARY SMART” di Mo Gawdat, ex capo della business strategy di Google X (la parte di AI di Google) ed imprenditore, che mi ha sinceramente lasciato pensieroso.

Da un lato perché mi rendo conto di non saperne abbastanza sull’intelligenza artificiale e, conseguentemente, di sottostimare quali potrebbero essere i reali scenari prossimi. Perchè, mettendoci dentro il naso, non è solo una questione di automatizzare il lavoro come avevo scritto in QUESTO POST.

Dall’altro, perché mi fa un certo che sapere che stiamo creando una sorta di divinità che, se queste sono le premesse, potrebbe disporre di noi a proprio piacimento.

Mi fermo qui per oggi. Presto la seconda parte con qualche ulteriore spunto dal libro.

Nel frattempo, tu che ne pensi? Attendo tuoi commenti qui sotto!

 

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