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COME INFLUENZARE CHI HAI DI FRONTE? COME IL PRIMING PUO’ AIUTARE LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Come riuscire a prepararci per comunicare bene? Scopri la potenza del priming nella comunicazione efficace


Ma non capisci!

No, sei tu che non ti spieghi!

 

Molte discussioni finiscono così, con accuse reciproche e scarica barile. E’ colpa tua, cosa vuoi adesso da me? Seguita poi, magari, dalla sempre verde esclamazione “Io sono responsabile per quello che dico, non per quello che capisci”.

Se da un lato ho già parlato dell’insensatezza di questa frase (puoi andare al mio POST “Col tono giusto si può dire tutto“) e di quanto sia necessario essere nella situazione giusta per avere una comunicazione efficace (Troverai nel mio post “Sei sicuro di sapere con chi stai parlando” un po’ di informazioni), non mi sono mai soffermato su come si possa INFLUENZARE il successo di una discussione.

Del resto, come ha già scritto in moltissimi articoli che ho pubblicato, spero che sia chiaro che uno dei significati di Leadership è anche Influenzare le situazioni e le persone. Indirizzarle in modo che il “dovrebbe essere” diventi “è”, in modo di far accadere le cose.

Per questo, conoscere COME riuscire ad influenzare se stessi e gli altri diventa cruciale per chi vuole condurre un team. E non parlo solo di azienda: parlo di allenatori, di insegnanti e di genitori.

Oggi quindi, parleremo di come creare la situazione ideale per iniziare una comunicazione efficace e, nello specifico, parleremo di PRIMING.

Come sempre, visto il mio amore per le definizioni, diciamo cos’è questo PRIMING.

Anche noto come “effetto priming“, il termine viene usato nell’ambito della psicologia per descrivere l’influenza che ha un certo stimolo (detto “prime”) sull’elaborazione di uno successivo (detto “target” o “bersaglio“) attivando specifici concetti presenti nella nostra memoria.

 

Il priming può essere innescato utilizzando differenti tipi di stimoli quali:

  • testo: ad esempio condividere un documento o una presentazione scegliendo delle parole che non siano “generatrici di attriti”;
  • immagini o video: utilizzate per evocare concetti, idee o associazioni specifici, vedremo dopo un esempio;
  • audio: è tipicamente l’effetto delle “Canzoni travisate” del Trio Medusa (Se non sai di cosa parlo GUARDA QUESTO VIDEO)  grazie alle quali possiamo far ricordare delle frasi o dei concetti associandoli a qualche audio anche se, ad un primo ascolto, non si riconoscono.

Lo scopo del priming è, quindi, quello di attivare una particolare rappresentazione in una situazione in modo che sia facilmente accessibile, e quindi, di aumentare la probabilità del suo utilizzo in un compito o situazione successiva.

Proviamo a spiegare meglio il concetto partendo da un concetto base nella PNL (Programmazione Neuro Linguistica):

La mappa non è il territorio.

Come noi vediamo la situazione non è la vera realtà ma è influenzata da molti fattori, da quello che ci è successo poco prima alle nostre convinzioni. Pertanto, ogni volta che viviamo una certa esperienza creiamo una nostra MAPPA che, oltre ad essere variabile, andrà a condizionare il nostro comportamento.

E’ quello che ci succede nel momento in cui avete appena acquistato un’auto bianca e vedete solo auto bianche. Questo magnetizza la nostra attenzione, rende meno visibili le altre cose ed indirizza ciò che pensiamo (tipo “ora che ho acquistato un’auto bianca la comprano tutti come me!”). Ci creiamo una mappa apposita che segue le nostre emozioni del momento.

E’ la realtà? No di certo. E’ semplicemente la NOSTRA realtà DI QUEL MOMENTO.

Come posso usare questo concetto?

Guarda il video di questo insegnante:

Facciamoci ora qualche domanda.

Come ha “preparato la sua lezione” entrando in aula sorridendo?

Come l’avrebbe invece indirizzata entrando in classe con andatura stanca ed abbacchiata?

Che realtà si costruiranno gli alunni?

Come cambia la qualità del messaggio che darà al gruppo?

 

Questo insegnante ha influenzato la situazione per arrivare ad una comunicazione efficace “semplicemente” (ora che lo sai) entrando con la postura e l’espressione corretta.

Piccole cose che possono fare la differenza e che, portate ad esempio allo sport, ci mostrano come oltre ad influenzare gli altri possono influenzare anche noi stessi (ne ho parlato anche in LA FISIOLOGIA DI CRISTIANO E LIONEL).

 

Come sempre è una questione di PREPAR-AZIONE, preparare l’azione sapendo cosa si vuole ottenere. Proviamo ora a pensare quindi come potremo utilizzare l’effetto priming la prossima volta che entreremo in una riunione, in spogliatoio o in un’aula.

 

Piccole cose che possono fare una grande differenza

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