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SEI COERENTE O SEI COCCIUTO? UN’ALTRA (AMARA) RIFLESSIONE SULLA COMUNICAZIONE DI OGGI.

Cos’è la coerenza? Riflessioni su una delle caratteristiche fondamentali per creare fiducia in un team e per affermarsi come leader e su come riuscire a comunicarla.


Mi sono proprio stancato. Sono stanco della superficialità e della faciloneria con cui si approcciano alcuni argomenti, solo guidati dalla pancia e non dalla ragione.

Ancora una volta sono caduto nella trappola di guardare in televisione un dibattito dove si confrontavano le posizioni che un politico aveva condiviso diversi anni prima con le sue ultime dichiarazioni, notando che erano differenti. E, fino a qui, tutto bene. E’ normale cambiare idea…

Del resto, è sempre stato così. Fin dall’800 James Russel Lowell diceva

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione.

Perché dovrebbe essere diverso oggi? Perché cambiare opinione dovrebbe essere visto oggi come un’onta impossibile da lavare, una vergogna che può portare a perdere consensi?

Invece no. Il politico di turno, supportato dal giornalista, ha invece sottolineato come questo sia un indice di scarsa COERENZA e quindi di scarsa affidabilità.

A quel punto, ho spento tutto.

Detto che non sono un gran estimatore della comunicazione di molti politici e giornalisti (ma questo poco ha a che fare con quello che vorrei raccontare oggi), vorrei focalizzarmi sul concetto di COERENZA dato che è una delle caratteristiche fondamentali per creare fiducia in un team (e di questo ne ho parlato molte volte) e per affermarsi come leader.

Se leggi i miei post, avrai già letto molti spunti sulla LEADERSHIP e su quali sono i comportamenti che sono necessari a guidare un gruppo di persone (ne troverai qualcuno nell’articolo che ho scritto: “4 aspetti fondamentali per creare fiducia in un team” ).

Che la coerenza sia uno di questi credo sia ovvio e non penso di dover convincere nessuno. Per essere sicuri che parliamo della stessa cosa però, proviamo a spiegarne il significato.

DI nuovo, se mi conosci o hai partecipato a qualche mio incontro, sai che ho un debole per le definizioni poiché aiutano a raccontare un concetto in poche parole.

Sul dizionario, la coerenza viene definita come la conformità tra le proprie convenzioni e l’agire pratico. Qualcosa che potrebbe essere spiegato da una frase tipo “Sii nelle tue opere come sei nei tuoi pensieri“ che, pur essendo vecchia di migliaia di anni, rende bene l’idea.

NON SIGNIFICA QUINDI CONTINUARE AD AGIRE COME IN PRECEDENZA perchè ripetere le azioni del passato, comportarsi alla stessa maniera di sempre rimanendo fedele a quello che si è sempre fatto, non è un comportamento proprio della persona coerente, ma solo di una persona cocciuta, che fatica a comprendere ciò che gli sta attorno e agire di conseguenza.

È quella che il filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson definiva “Una sciocca coerenza, lo spauracchio delle piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi.”.

Un comportamento che si manifesta appieno nella frase “Avrò pure sbagliato, ma almeno sono stato coerente” che, sinceramente, mi sa molto da reality show.

No, non è questa la coerenza. Questa è una rigidità che spesso può portarci a voler combattere contro qualcosa di evidentemente sbagliato e che non ci guida ad alcuna crescita rischiando addirittura di danneggiarci.

Dobbiamo invece partire dall’idea che le azioni e le parole devono essere semplicemente UNA CONSEGUENZA DEI NOSTRI PENSIERI E DEI NOSTRI VALORI che quindi dobbiamo, ahimè, conoscere e definire molto bene.

La coerenza è comportarsi secondo questi principi che dovranno essere declinati secondo il tempo in cui vivi. La vera coerenza è l’accordo tra quello che io credo e quello che io faccio in quel preciso momento. Ogni azione e comportamento derivano dalle cose che credo vere, da ciò che reputo fondamentale, dai principi che scelgo di seguire.

Essere coerenti è sostanzialmente vivere i principi che diciamo di seguire.

Il problema è che confondiamo l’essere coerenti con i comportamenti esteriori, utilizzando spesso l’accusa di incoerenza per indurre o, peggio, obbligare subdolamente gli altri ad agire come noi vogliamo o ci aspettiamo. Per questo, la mancanza di coerenza è segno della debolezza della nostra volontà, sintomo che non abbiamo un punto fermo in cui crediamo, che ci manca la base solida su cui costruire la nostra vita.

E visto che oggi mi sento molto citazionista, termino con questa:

L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori (Buddha).

Non dobbiamo quindi aver paura di cambiare idea se restiamo allineati con il nostro “perché” (per approfondire puoi leggere il mio articolo “Perchè esistiamo” ) ma, soprattutto, è fondamentale prenderci del tempo per definire bene quali sono i principi che ci guidano.

Saranno quelli a definirci coerenti, non certo aver cambiato opinione su qualcosa.

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