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MULTISETTORIALE O MULTIPOTENZIALE. QUESTO È IL PROBLEMA DEGLI AMLETO DEL 21° SECOLO.

Le due tipologie differenti di professionalità e di approcci alla crescita personale: il multisettoriale ed il multipotenziale. Quale sarà il migliore?


Il mondo è pieno di contrapposizioni. Vecchio contro nuovo, nord contro sud, analogico contro digitale.

E proprio di una contrapposizione parlerò oggi, partendo da una storia che parla di trasversalità di attività e di competenze. E’ quella di Jim Simmons ( leggi anche il mio post sul segreto dei miliardari), un matematico che, primo tra tutti, aveva utilizzato le sue conoscenze universitarie nella gestione di un fondo arrivando ad ottenere delle prestazioni da record rispetto a tutti gli altri. Erano i primi anni ’80 ed era una novità assoluta poichè una competenza, inizialmente considerata avulsa dal contesto economico e speculativo, aveva avuto invece un impatto sorprendente sui guadagni. E oggi questa “stranezza” è ulteriormente amplificata dal fatto che i ragazzi che lavorano nel fondo di Simmons non sono appassionati di economia ma vedono questa attività come un gioco, “una sfida al mercato”.

Ho provato a dare un nome a questo approccio ed ho pensato a multisettoriale ovvero la capacità di utilizzare una competenza specialistica in settori diversi anche non immaginabili fino a poco tempo fa.

Lo sviluppo di questa multisettorialità è stato costante negli ultimi anni. Esempi vanno dagli ex-allenatori professionisti che trasmettono la loro esperienza ai team aziendali (banale), alla Swarm robotics, dove la conoscenza delle interazioni tra gli insetti studiata dai biologi è trasmessa agli ingegneri per produrre dei robot che si comportano come degli sciami.

Questo approccio prevede degli studi specialistici su un argomento, più o meno vasto. E nella mia testa è un approccio fondato sul miglioramento monomaniaco (tipico degli sportivi di altissimo livello) ed “antico” poiché non è veloce e superficiale (forse uno stereotipo legato alla mia età) ma necessita di un tipo di ricerca estensiva oggi semplificata grazie alla rete.

Tanto di poco.

Ha un rischio però, ed è quello che il tempo necessario per diventare dei veri esperti in un argomento, quello che Malcolm Gladwell ha quantificato circa in 10.000 ore, faccia sì che le conoscenze acquisite lentamente in un mondo rapido alla fine diventino rapidamente obsolete.

E’ chiaro quindi che dovrò tenere sempre le antenne dritte per capire dove sono anche rispetto alla mia “concorrenza” che, sebbene sia limitata poiché pochi si prenderanno la briga di diventare specialisti nel vostro stesso ambito, sarà comunque mondiale e sarà sufficiente a rendervi la vita difficile dato che le nuove applicazioni possibili non saranno infinite.

All’altro capo della “multisettorialità” c’è la “multipotenzialità”, una definizione che non è mia e che è ben raccontata in questo video:

 

Una persona multipotenziale è in grado di svariare da un ambito all’altro poiché ha diversi interessi che le hanno dato la possibilità di crearsi delle competenze differenti. E’ un approccio probabilmente tipico dei tempi recenti dato che, grazie ai vari supporti disponibili, è possibile approfondire (anche se non troppo) dei concetti specifici molto semplicemente. Basta un po’ di voglia e di tempo.

Poco di tanto

Le caratteristiche positive delle persone multipotenziali sono molte e, tra tutte, ne ho scelte due.

La prima è l’abitudine ad essere un eterno principiante e quindi ad andare avanti a “tentativi ed errori” senza abbattersi.

La seconda è la rapidità di assimilazione di nuovi concetti e la capacità di identificare rapidamente ciò che è importante di un argomento.

Qual è il beneficio di essere multipotenziale?

Quello principale è di riuscire ad avere diverse possibilità di combinazione delle proprie passioni e dei propri interessi anche se, apparentemente, non hanno nulla a che fare tra loro. Pensate ad un meccanico che ha la passione del “video making”.

E’ chiaro che la combinazione di queste due caratteristiche va a generare un Meccanico 2.0 che aumenta a dismisura la sua competitività e la sua reputazione rispetto ai suoi concorrenti.

Come dite? Non ci credete? Andate a vedere Ema Motorsport ed i 155.000 iscritti al suo canale qui:

 

Ci sono moltissime possibilità di unire competenze solo apparentemente distanti creando un mix unico sul mercato anche se non è necessariamente legato ad internet o ai social network. Anche qui poi, dovremo “solo” riuscire a monetizzare questa nuova ricetta.

Multisettoriale o Multipotenziale? Tanto di poco o poco di tanto? Qual è la direzione migliore?

A mio parere non c’è una scelta migliore dell’altra. Nei due casi ci sono dei pro e dei contro e, per me, entrambi gli approcci avranno un futuro.

Sia che vogliate andare in profondità sia che preferiate andare in ampiezza però, l’aspetto differenziante sarà quello di riuscire a trovare nuovi ambiti dove si potrà massimizzare la propria esperienza iper-specialistica o combinare le proprie capacità.

Con l’obiettivo di creare una specie di mostro di Frankenstein, unico nel suo genere.

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