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LE 3 COSE CHE DEVI CONOSCERE PER DIVENTARE UN LEADER EFFICACE

 

Quali sono le leve che abbiamo per riuscire a guidare un team al risultato? Quali sono i passaggi che dobbiamo superare? Questo post parlerà della cassetta degli attrezzi della leadership e di come usarla.


Quando, nel lontano 2006, ho avuto per la prima volta l’onore di gestire un gruppo mi sono subito reso conto di quanto fossi impreparato a farlo.

Nonostante anni di sport di squadra e un corso ufficiali, infatti, mi sono ritrovato subito con una chiara sensazione di aver raccolto un sacco di teoria che non avevo idea di come mettere in pratica. E, forse, devo proprio a questa consapevolezza tutto quello che da allora ho deciso di fare per poter comportarmi un po’ più “da capo”.

Nella discussione sulla leadership, molto spesso ci si scorda che sono due le principali caratteristiche che bisogna avere:

 

 

È proprio per questo motivo che nel momento in cui parliamo di leadership a me piace sempre partire da una definizione che, tra le mille disponibili in internet, ho identificato come la più chiara.

La leadership è il processo volto ad influenzare le attività di un individuo o di un gruppo che si impegna per il conseguimento di obiettivi in una determinata situazione.

In questa semplice frase ci sono le tre informazioni principali che dobbiamo tenere in conto quando parliamo della leadership.

  • La Leadership è un processo e, come tale, può essere definito, mappato e migliorato.
  • La Leadership si riferisce ad individui o gruppi che devono impegnarsi per ottenere obiettivi, e quindi la chiarezza degli obiettivi è fondamentale
  • La situazione influenza lo stile di leadership.

Per questo motivo, se riusciamo a lavorare sulla definizione degli obiettivi e sulla comprensione delle persone e della situazione siamo a cavallo.

 

Molto spesso quindi sentirete parlare di Leadership situazionale ovvero della necessità di cambiare approccio al nostro stile in funzione della particolare situazione in cui siamo.

 

Ma quali sono le leve che posso sfruttare per aggiustare il mio stile?

La prima leva è la capacità di FARE ovvero riuscire a mostrare le nostre capacità.

Questa è tipicamente la leva utilizzata quando si inizia il percorso di leadership, ad esempio quando da essere il miglior venditore si passa ad essere il capo delle vendite. Dimostrare di aver ottenuto qualcosa è il passe-partout per iniziare ad essere ascoltato.

Analogamente nello sport, essere stato un buon giocatore aiuta l’allenatore all’inizio della sua carriera.

 

Questo però non è sufficiente poiché, dopo aver dimostrato di saper fare dobbiamo essere in grado di comunicare e di insegnare (e questa è la seconda leva), quindi di trasmettere alle persone dei concetti, delle idee o, più banalmente, di sostenere il processo di crescita di tutte le persone.

Qui, spesso, troviamo il primo tranello poiché, riprendendo l’esempio del “miglior venditore”, non sempre chi sa vendere sa anche trasmettere ed insegnare e, quindi, si rischia di aver tolto un fantastico professionista da quello che sa fare bene per metterlo fare qualcosa che non gli interessa.

Ho usato la parola “interessa” di proposito poiché, anche se serve sicuramente qualche talento per insegnare bene (e lo dico da figlio di professori!), è qualcosa che può essere studiato ed imparato.

 

La terza leva è la capacità di ispirare, di riuscire a trasmettere una visione a medio lungo termine che trasferisca il vero “perché stiamo facendo qualcosa”. Questa capacità mi permette di far nascere la motivazione interna, di essere spinto a portare a casa un risultato. L’ispirazione è una caratteristica unica ed una capacità difficile da imparare.

Implica visione, capacità di sognare, di sintetizzare la visione in qualcosa di digeribile ed intrigante e capacità di comunicarlo in maniera corretta.

Pochi riescono a diventare maestri in quest’arte ma questi pochi sono quelli che riusciranno a guidare il team al risultato.

 

Ma dove sta la “situazionalità”? Come dobbiamo modulare queste leve?

 

Deve essere chiaro che non possiamo usare queste tre leve indistintamente con chiunque abbiamo davanti. In funzione della maturità, della seniority della persona dobbiamo dosarle in maniera differente prediligendo “il fare” e l’insegnare in caso di persone da formare arrivando a comunicare ed ispirare nel caso di collaboratori ben formati.

Dove mi porterà riuscire a gestire queste leve?

 

Mi piace molto l’approccio di John C.Maxwell che identifica 5 livelli della leadership attraverso i quali riusciamo a muoverci nella nostra scalata verso la gloria.

 

Il primo livello è un leader di posizione ovvero quella situazione in cui una persona è considerata una guida poiché ne ha ricevuto il titolo per la posizione che ricopre. È ovviamente il livello più basso e più debole ed è il livello in cui molto spesso ci si ritrova non appena iniziamo un nuovo lavoro o una nuova esperienza.

Immediatamente dopo abbiamo il livello della decisione ovvero quello che è più legato alla relazione interpersonale che porta le persone a seguire un leader per una loro scelta, perché la persona è degna di essere seguita.

Il terzo livello è quello della produzione che è legato ai risultati, tipicamente connesso alla leva del fare di cui abbiamo parlato sopra.

Si passa poi alla condivisione che viene potenziato con la relazione interpersonale (e indovina un po’… con la capacità di insegnare!!!) e porta allo sviluppo del team. Il leader viene seguito perciò per quello che ha fatto per gli altri e per come è riuscito a renderli a loro volta dei leader migliori.

Ultimo livello è quello dell’ispirazione, quando le persone seguono un leader per ciò che rappresenta, per la sua visione e perciò che ha fatto per perseguirla.

Come vedi, c’è un evidente legame tra le leve che abbiamo a disposizione e che dobbiamo ottimizzare migliorando le competenze che le potenziano ed il percorso che dobbiamo fare quando abbiamo il compito di guidare una squadra. Sta a noi quindi riuscire ad allenare le nostre competenze di comunicazione, di ascolto, di definizione degli obiettivi, di storytelling (e qui mi fermo) per affrontare la salita attraverso i vari livelli ricordando una delle tante definizioni di leader:

Il leader è una persona che ha il compito di migliorare i risultati, di migliorare il team, di migliorare la persona e di migliorare se stesso.

Non male come obiettivo!

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