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UNA POLTRONA PER DUE E L’EFFETTO PIGMALIONE. LE BASI SCIENTIFICHE PER ACCOMPAGNARE AL SUCCESSO


Leadership è anche accompagnare gli altri al successo per questo è necessario migliorare le proprie competenze non cognitive. Scopri come partendo da “Una poltrona per due” e l’effetto Pigmalione.


Il perché “Una poltrona per due” sia diventato un classico di Natale è uno dei misteri della Televisione Italiana. Ma lo sapevi che è ispirato dal “Pigmalione”, un’opera George Bernard Shaw e che la storia ha delle basi scientifiche?

Il concetto sembra banale. Se tratto bene le persone, ho aspettative positive e cerco di farle arrivare al risultato, allora “performeranno” bene.

Se le tratto da mentecatti e penso che non riusciranno a fare nulla di buono, avrò cattivi risultati. Rasenta l’ovvietà, d’altro canto più di una volta mi sono reso conto che il buon senso è spesso dimenticato ad ammuffire in un angolo.

Con questa premessa, ben vengano dei piccoli “post it” virtuali per ricordare le cose importanti, piccoli elenchi come possono essere le “Competenze ICF”, una lista di quello che un buon coach e un buon leader dovrebbe saper fare. E da queste, uno dei grandi insegnamenti che ho portato a casa nel mio percorso formativo da coach è stato

“abbi fiducia nelle potenzialità di chi ti sta davanti”.

Se sei come me, ora sta iniziando a ricordare tutti quelli su cui non avevi grandi aspettative e che, forse, non hanno lavorato come avrebbero potuto.

Ma andiamo con ordine.

Tutto ha inizio nel 1968 quando Rosenthal e Jacobsen decisero di svolgere un esperimento in una scuola elementare sottoponendo gli studenti a dei pre-test di intelligenza. Successivamente informarono gli insegnanti dei nomi del 20% degli studenti della scuola che mostravano “un insolito potenziale di crescita intellettuale” e che sarebbero fioriti accademicamente entro l’anno.

All’insaputa degli insegnanti, questi studenti erano stati selezionati a caso senza alcuna relazione con il test iniziale. Dopo otto mesi, quando Rosenthal e Jacobson svolsero un altro test, scoprirono che gli studenti selezionati a caso e che gli insegnanti pensavano sarebbero sbocciati, avevano ottenuto punteggi significativamente più alti.

Sorpresi? In realtà non dovremmo esserlo affatto.

Ci sono molti modi per identificare questo effetto, uno dei più conosciuti è “profezia auto-avverante” (self-fulfilling prophecy in inglese) e ci sono molti esempi eclatanti della sua potenza.

Quello che più mi è piaciuto è la storia di Sir Roger Bannister che ho raccontato in QUESTO VIDEO e che dimostra quanto le convinzioni personali, che sono influenzate da elementi esterni, siano cruciali per riuscire ad ottenere dei risultati.

Non vorrei scadere nell’americanata del “se vuoi puoi” o “se ci credi ci riuscirai” perché ho detto più volte che non basta.

Non basta dire “se ci credi ci riuscirai” ma se parti dicendo “tanto non ci riuscirò” allora sei abbastanza certo che il fallimento sarà la tua prossima fermata. Di nuovo, un concetto già noto all’inizio del ‘900 tanto che Henry Ford disse:

“che tu creda di farcela o meno, avrai comunque ragione”

Per spiegarlo meglio mi riallaccio alla teoria di Tim Gallway, probabilmente il primo ad aver formalizzato le teorie dell’impatto mentale sulle prestazioni sportive.

Il buon vecchio Tim (e ne ho anche parlato in QUESTO POST) ha teorizzato che la

PRESTAZIONE=POTENZIALE-INTERFERENZE

Ora, è chiaro che la tua prestazione non può essere migliore del tuo potenziale. Per stessa definizione è quello che io posso raggiungere “potenzialmente” e che ho grazie al mio talento e, soprattutto, grazie all’allenamento. Il segreto per massimizzare la prestazione è quello di ridurre le interferenze che, nel caso delle profezie auto-avveranti, sono il “non ci riuscirai” detto più o meno esplicitamente sia dagli altri sia da se stessi.

Vediamo quindi brevemente perché accade.

L’effetto Pigmalione avviene perché, come creature sociali, siamo influenzati dalle nostre e altrui aspettative. Se ci aspettiamo il successo da un individuo, è probabile che gli diamo un sostegno maggiore per aiutarlo a raggiungere quel successo. Allo stesso modo, se crediamo che qualcuno abbia grandi aspettative su di noi, lavoreremo più duramente per soddisfarle.

Le aspettative, quindi, agiscono come una profezia perché diventano motivatori per il duro lavoro.

Vi rendete conto del potere e della responsabilità che abbiamo come genitori, come allenatori o come leader di team?

Il primo manager o allenatore di un giovane è probabilmente il più influente nella sua carriera. Se non è in grado, non conosce o non è disposto a sviluppare le abilità di cui i giovani hanno bisogno per lavorare efficacemente, questi ultimi fisseranno standard personali più bassi di quelli che sono in grado di raggiungere, la loro immagine di sé sarà compromessa e svilupperanno atteggiamenti negativi verso i lavori, i datori di lavoro e, con tutta probabilità, le loro stesse carriere. A dirla così sembra un po’ drammatica ma non credo sia così lontano dalla realtà.

E peggio ancora è nel caso della scuola dove, credo, si forma molta della personalità e cultura dei ragazzi.

Per questo, quando il prof.Galimberti dice:

“Gli insegnanti dovrebbero fare un test di personalità e di capacità “emotive” prima di essere scelti. Aggiungerei anche qualche parte di empatia e di comprensione di chi ti sta davanti.”

non posso che essere d’accordo.

L’importanza e l’impatto dell’insegnante è fondamentale nel raggiungimento dei risultati degli alunni e per questo devono esserne consci e preparati. Perché, come disse Platone, “Si impara per imitazione, partecipazione, fascinazione” e gli insegnati (così come i genitori) dovrebbero essere quelli da imitare e da seguire.

Per concludere un consiglio.

Se vogliamo accompagnare qualcuno verso nuovi orizzonti e se vogliamo evitare che si demoralizzino al primo inciampo, dobbiamo usare uno dei superpoteri che abbiamo a disposizione: IL FEEDBACK.

NON DARE FEEDBACK POTREBBE SIGNIFICARE CHE IL MIO CAPO O L’INSEGNANTE NON HA INTERESSE PER QUELLO CHE FACCIO e rischierebbe di far partire dei viaggi mentali distruttivi.

Quali? Li troverai in QUESTO MIO POST.

Buona giornata!!!

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